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Regione Sardegna servizi

Architettura

Un’isola famosa per il suo artigianato - ha scritto uno studioso sardo - il primo grande oggetto d’artigianato è la casa. La casa rustica, quella costruita nelle campagne o nei piccoli centri abitati: ’tutta fatta a mano’, opera non di rado degli stessi che vi sarebbero andati ad abitare. La casa di tipo rurale sta scomparendo un po’ dovunque, in Sardegna. Ma questo non toglie che in numerosi paesi delle zone interne riescano a sopravvivere gli esempi di un’architettura basata sui materiali che vengono direttamente offerti dalla natura e disegnata secondo la breve scala dei bisogni di ciascuno.
Il territorio del Monte Acuto ha due tipi principali di suoli: a occidente le trachiti, a oriente i graniti. È soprattutto il granito che ha offerto materia e suggestioni per l’architettura spontanea. I centri delle colline orientali, in particolare Buddusò e Alà dei Sardi, conservano ancora non soltanto case più piccole, ma anche palazzotti signorili tutti costruiti utilizzando i ’cantoni’ del granito locale. Il granito è una pietra affascinante per l’aura di austerità che sprigiona dai suoi grigi severi, difficile da usare perché non sempre è facile alleggerire la monotonia delle vaste superfici in cui viene ordinato.

Architettura spontanea

Gli insediamenti isolati sparsi nel territorio del Monte Acuto sono costituiti da edifici unifamiliari che racchiudono insieme l’abitazione del pastore-contadino e locali di deposito.
I corpi di fabbrica sono caratterizzati da architettura essenziale e rigorosa, con copertura a tetto a due falde in coppi, pianta rettangolare allungata, ampliabile in senso longitudinale o con sopraelevazione parziale, fino a un massimo di due piani, man mano che se ne presenti la necessità. Quando l’edificio comprenda anche ambienti rustici o di deposito, questi sono accessibili dall’esterno e non comunicanti con gli spazi della casa. Gli animali sono solitamente ospitati in recinti o in stalle separate dall’abitazione.
Le finestre sono ridotte al minimo per numero e ampiezza, la porta di ingresso è spesso centinata, unica concessione all’ornamentazione nei severi e scarni prospetti finiti ad intonaco sono talvolta cornici dipinte alle finestre.

"Sa Pinnetta" è la tipica capanna dei pastori, presente con caratteristiche simili in tutta la Sardegna. Costituisce, ancora oggi e sin da epoche remote, il riparo temporaneo del pastore fuori dai centri abitati, nelle tanche in cui pascolano le greggi, negli ovili in montagna o nei boschi in cui i maiali sono allevati allo stato brado. Spesso le pinnette sono utilizzate anche come laboratori per la produzione di formaggi o ricotta. Hanno pianta circolare di circa quattro metri di diametro, con un’unica apertura verso l’esterno, basamento con struttura in pietrame a secco di forma cilindrica o tronco-conica alta circa un metro, copertura a cono in legno di ginepro e frasche. All’interno si trovano, al centro, il focolare in pietrame scavato nel terreno e intorno ad esso il giaciglio e l’attrezzatura essenziale.

Il villaggio di Tandalò
A breve distanza da Buddusò, in un paesaggio di rara bellezza caratterizzato da ricca vegetazione, alberature imponenti e rocce granitiche affioranti, si trovano i resti dell’antico villaggio di Tandalò, un tempo abitato da carbonai e oggi abbandonato. Restano la chiesetta con campaniletto a vela, le vecchie caratteristiche abitazioni diroccate con muratura in granito a vista, copertura in ginepro e lastre di granito, la porta e l’unica finestra con cornici tinteggiate di bianco, i muri a secco dei recinti che segnano il paesaggio, i resti delle caratteristiche strutture per la produzione e la conservazione del carbone.